Chiesa di San Domenico

Storia e Arte

Al centro della parte più antica della città si erge la chiesa di San Domenico e l’annesso convento dei domenicani.

Non si conosce la data certa della sua fondazione, ma la sua costruzione si può far risalire alla metà del 1400 in quanto, già nel 1480, i Moncada prescelsero questo edificio di culto come sede della propria sepoltura.

Per lungo tempo la chiesa di San Domenico, che si trovava in una posizione centrale, a differenza della chiesa Madre, Santa Maria degli Angeli che era ai piedi del castello e quindi lontana dal centro abitato, ebbe un ruolo privilegiato all’interno della città, tanto che lo slargo antistante, allora più ampio, ne costituiva la piazza principale.

Al suo interno aveva sede la confraternita del Rosario, di cui facevano parte i notabili della città che avevano qui il loro oratorio.

E alla Madonna del Rosario è dedicata la bellissima tela del 1614 di Filippo Paladini, posta sull’altare maggiore.

La Madonna in trono, circondata da angeli consegna la corona del rosario ai domenicani e alle domenicane posti ai suoi piedi i quali, a loro volta, la consegnano ad un gruppo di laici, probabilmente i giovani figli del principe Francesco Moncada.

La chiesa ha un impianto basilicale a tre navate, è decorata al suo interno da stucchi ottocenteschi e conserva diversi dipinti di Vincenzo Roggeri, pittore nisseno del 1600.

La facciata risale invece ad un restauro settecentesco ed è in stile barocco, convessa nella parte centrale e concava nei due lati. Il campanile, costruito durante lo stesso restauro, rimase incompleto.

Nel 1866, con la soppressione degli ordini religiosi, la chiesa e il convento di San Domenico furono requisiti al regio demanio e trasformati in distretto militare.

Solo nel 1923 la chiesa venne riconsacrata e restituita al culto, mentre il convento, sottoposto di recente ad un delicato intervento di restauro, è destinato ad usi civili.

Testo a cura di Rosanna Zaffuto Rovello

Madona del Rosario - Filippo Paladini 1614

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